Metempsicosi di un cuoco - Il libro di Viaggi Culinari

lunedì 21 marzo 2016

"Metempsicosi di un cuoco", il libro

Erano mesi che non pubblicavo. Mesi particolari. Ho scritto un libro e l'ho pubblicato. Spero vi piaccia, al momento è solo in formato ebook, magari tra un po' uscirà il cartaceo...buona lettura a tutti!
Ecco il link:

https://sell.streetlib.com/book/metempsicosi-di-un-cuoco-sergio-saviello


mercoledì 23 settembre 2015

Pizzoccheri con broccoli al vapore - vegan gluten free


Piatto semplice, povero, economico, ma gustosissimo e pieno di energia. I pizzoccheri sono un tipo di pasta realizzata con il grano saraceno (che grano vero e proprio non è) e quindi adatti anche a chi ha problemi di celiachia. La cottura al vapore (una vaporiera di bambù costa sui dieci euro) permette di mantenere pressoché inalterate le proprietà organolettiche della verdura che non perderà i sali minerali, le vitamine e il gusto.

Ingredienti per quattro persone:

320 gr. di pizzoccheri (li trovate facilmente nei grandi supermercati e costano davvero poco)
2 broccoli di media dimensione
olio evo qb
sale qb
pepe a scelta
peperoncino a scelta

Preparazione:

Lavate i broccoli e poneteli nella vaporiera. Riempite una pentola di acqua, poggiateci la vaporiera e portate ad ebollizione. Dopo circa quindici minuti i broccoli saranno teneri da sfaldarsi facilmente con la forchetta (potete usare anche un minipimer). Conditeli come più vi piace: io ho messo olio a crudo, pochissimo sale, pepe e peperoncino (potete usare anche pomodori secchi, acciughe ecc. ecc.). Nella stessa acqua fate cuocere la pasta e una volta al dente mescolatela con la verdura. Un piatto davvero semplice, ma molto economico e davvero salutare. Buon appetito!

mercoledì 16 settembre 2015

Frittata di pasta in padella: non tradisce mai!


Frittata di pasta, pizza di maccheroni, pizza di spaghetti, ecc. ecc. Come la si voglia chiamare è sempre un grandissimo evergreen, soprattutto per noi meridionali. Ci ha fatto compagnia nelle gite a scuola, nei picnic in famiglia e nelle famose pasquette. Non avendo un rigido "disciplinare", può essere usata come un vero e proprio svuota frigo (tipo il gateau di patate), anche se a me piace semplice e con sapori netti che si distinguano bene. Può essere realizzata al sugo di pomodoro o in bianco, anche con diversi tipi di pasta, perchè no!

Ingredienti per una frittata in una padella da 24 cm circa.

800 gr. di spaghetti
3 uova intere
salame qb
formaggio a piacere qb
pepe qb
sale qb
olio evo qb

Preparazione.

E' vero, ci sono tanti "quanto basta", dipende solo da voi, dai gusti e dalla quantità di ingredienti che desiderate apprezzare nella frittata. Potete modificarli a piacimento sia in quantità, che diversificando, ad esempio, gli insaccati o i formaggi.
Portate ad ebollizione una pentola con abbondante acqua salata e fate cuocere gli spaghetti fino a che non siano al dente. Scolateli e riponeteli in un recipiente aggiungendo un filo d'olio affinché non si attacchino. Aggiungete le uova e gli altri ingredienti, andando a mescolare per bene con le mani. Riscaldate una padella antiaderente e ungetela con dell'olio. Versate gli spaghetti e appiattiteli con un mestolo. Fate cuocere più o meno sette, otto minuti per lato andando a controllare ogni tanto che non si bruci. L'operazione più difficile è sicuramente quella di girare la frittata e farla cuocere dall'altro lato. Armatevi di forza e pazienza (perchè peserà tanto) e aiutandovi con un coperchio molto ampio la rovesciate, per poi farla scivolare di nuovo sulla padella. Può essere mangiata calda, tiepida e fredda, quindi, a voi la scelta. Buon appetito!

lunedì 14 settembre 2015

Firenze, Ristorante pescheria San Pietro: solo una giornata storta?



L'intenzione è delle migliori, per carità. Apprezzo lo sforzo per l'ambiente curato nei minimi particolari, per la cuoca messa in vetrina a realizzare a mano pasta fresca e, soprattutto (ottima scelta di marketing) di dare il nome di una pescheria ad un ristorante. Ci sono cascato anche io. Mi aspettavo davvero di mangiar bene e spero solo di essere incappati in una giornata storta. Lo spero, ma penso di no, a giudicare dalla materia prima. Ordinati due primi, una birra weiss e una bottiglia di acqua naturale (2,50 euro per un'anonima caraffa d'acqua). Tagliolini alle vongole: sarebbe stato più onesto scrivere ai "lupini" (le vongole sono un' altra cosa). Salati, secchi e senza sapore di mare (il pesce fresco è altro). Strozzapreti allo scoglio. Vero, la pasta è fatta in casa, ma male. Idem come i tagliolini. Quando ordino un piatto di mare mi aspetto di sentire dapprima il profumo, poi il sapore, di essere coinvolto in un'esperienza culinaria di un certo tipo. I due gamberi presenti nel piatto (scoglio?) erano secchi. Capisco che preparino i sughi in precedenza (e non si dovrebbe) ma almeno un tentativo di risottare la pasta andrebbe fatto. Il personale è gentile ma le porzioni sono davvero misere, nel senso anche della quantità (sfido chiunque a dirmi il contrario). Per non parlare del coperto: tre euro di coperto senza neanche avere il pane in tavola. Per me la passione e l'amore per la cucina è altro. Questo è marketing freddo e senza cuore, uno specchietto per le allodole. Semplicemente non ci tornerò.

Lucca: Local food market, non ci siamo, peccato!


Mi dispiace quando devo scrivere una recensione negativa. Cercherò di argomentarla al meglio per far capire che non do un voto scarso per partito preso. La premessa è ottima. Bellissima location, mercato interno e tavolini all'aperto in un discreto silenzio. Insomma, una bella atmosfera. Forno a legna: la cosa mi fa pregustare un'ottima pizza visto che si parla di slow food, prodotti bio ecc. ecc. Ordino una Elisa con acciughe, in pratica una marinara: pomodoro, aglio, acciughe. 1) La pizza era unta, molto unta: sarà perché il pomodoro era stato troppo condito o le acciughe non erano state scolate per bene, ma l'olio colava dovunque. 2) Parecchie macchie di bruciatura sul fondo, ergo il forno non era pulito. 3) Quando la si mordeva faceva fatica a staccarsi, non era morbida ma tenace, ossia la fase di maturazione e lievitazione non erano state rispettate. Il caffè era davvero orribile, per educazione e rispetto non abbiamo fatto presente che era una brodaglia. Semplicemente non ci torneremo più. Peccato, basterebbe poco per rendere questo posto davvero eccezionale. Magari cambiando pizzaiolo e caffè.

mercoledì 5 agosto 2015

Latte di mandorla fatto in casa


Adoro le mandorle. Sono un meraviglioso alimento per il nostro benessere e andrebbero consumate più spesso. In cucina possiamo apprezzarle in diversi modi e preparazioni. Uno di questi è il latte. In Sicilia vendono dei panetti compressi da sciogliere in acqua, mentre al supermercato troviamo un concentrato troppo zuccherino sempre da sciogliere e del latte già pronto. Il problema è duplice: è costoso e non proprio sanissimo. La percentuale di mandorla contenuta è davvero scarsa e poi troviamo altre sostanze in aggiunta come gli aromi artificiali che aiutano a rendere più piacevole il sapore. Allora la soluzione migliore è quello di prepararselo a casa. Il costo è contenuto, sappiamo cosa beviamo e lo zuccheriamo a piacere. Tra i vari utilizzi vi consiglio di provare a farvi un cappuccino, è davvero squisito.

Ingredienti per 1 litro di latte di mandorla:

1 litro di acqua
100 gr. di mandorle con la pellicina
miele, agave, zucchero mascobado a piacimento
1 canovaccio bianco pulito e non profumato

Preparazione:

in un frullatore mettete le mandorle e tanta acqua da coprirle tutte. Frullate per qualche minuto fino ad ottenere una crema. Aggiungete altra acqua e mescolate. Trasferite tutto in un contenitore filtrando il liquido con un canovaccio bianco, pulito e non profumato. Aggiungete l'acqua rimanente e strizzate forte fino a far uscire l'ultima goccia.Versate il latte in un contenitore di vetro. Potete zuccherarlo nel contenitore stesso con agave, miele o zucchero mascobado ad esempio oppure zuccherarlo volta per volta. Con i residui delle mandorle potete fare delle praline frullando il tutto con farina di cocco oppure uvetta sultanina. Ovviamente aumentando la grammatura delle mandorle avrete un latte più marcato, più caratteristico. Si conserva in frigo per due o tre giorni. Agitatelo prima dell'uso perchè tende a scindersi. E' facilissimo da farsi, fidatevi!

venerdì 31 luglio 2015

Meravigliosa pizza in teglia morbida e croccante!


Morbida e croccante potrebbero essere termini in conflitto, ma non per la pizza. E' la prima volta che impasto una pizza per la teglia e posso ritenermi soddisfatto. E' venuta come la volevo: morbida sopra, con tutti gli ingredienti perfettamente cotti e croccantina alla base. Ulteriore soddisfazione è l'aver usato una farina tipo "2" e aver idratato all'ottanta percento. E' un impasto difficile da "domare", ma con un po' di dimestichezza si può fare. Insomma, basta guardare le foto, il risultato è stato strepitoso.









Ingredienti per una teglia da forno:

280 gr. di farina 2
225 gr. acqua
1 gr. di lievito di birra
1 cucchiaino di sale
olio per ungere il contenitore

Preparazione:

Ore 16. In una ciotola inserite l'acqua con il lievito e il sale e fate sciogliere il tutto. A poco a poco aggiungete la farina e continuate a impastare con un cucchiaio di legno. Quando avrete amalgamato il tutto continuate a girare per qualche altro secondo, coprite ermeticamente il contenitore e lasciate riposare per un'ora. Questo lasso di tempo è fondamentale affinchè possiate dopo lavorare la pasta. Trascorsa l'ora, infarinate leggermente il piano di lavoro e date tre o quattro pieghe a uno. Mettete dell'olio nella ciotola e riponete l'impasto per quindici minuti. A intervalli di un quarto d'ora (cinque in totale) continuate a dare le pieghe all'impasto e vedrete che volta dopo volta inizierà a prendere consistenza. Lasciatelo riposare in frigo per ventiquattro ore affinchè possa maturare. Il giorno successivo, nel pomeriggio, fate acclimatare l'impasto per circa un'ora, poi gli date un paio di pieghe leggere a due e lo lasciate lievitare fino al raddoppio. Spolverate il piano di semola rimacinata e delicatamente rovesciate l'impasto. Appiattitelo delicatamente con i polpastrelli e prendendtelo dai lati e allargatelo (sempre delicatamente mi raccomando) e poi trasferitelo su una teglia antiaderente. Io l'ho messo su carta forno e cotto sulla leccarda perchè non avevo teglie a disposizione. Farcite la pizza come più vi piace e mettetela a cuocere in forno alla massima potenza nella parte bassa per quindici/venti minuti. La mozzarella aggiungetela alla fine perchè sennò correrete il rischio di bruciarla. E' più facile a dirsi che a farsi, ma i risultati con questa altissima idratazione sono davvero eccellenti. Buona pizza a tutti

ps  io ho fatto metà teglia marinara (pomodoro e sugo di datterini, aglio, olio, origano e acciughe) e metà simil messinese solo che ho aggiunto del cavolo viola con scarola riccia, pomodorini, acciughe e mozzarrella (la tuma non ce l'avevo, purtroppo).